Questo scritto è stato preparato in occasione delle giornate di studio organizzate dall’Associazione freudiana a Torino il 22 e 23 novembre 2003 “Psicologia delle masse: persistenze e nuove modalità”
- La paura come strumento politico - La paura non viene considerata soltanto come esperienza individuale, ma anche come fenomeno sociale e politico. Terrorismo, minacce e rappresentazioni del pericolo vengono utilizzati nella comunicazione contemporanea per produrre suggestione e orientare l'immaginario collettivo verso una minaccia che da dopo la Guerra fredda è diventata meno identificabile.
- Paura, angoscia e reale - Ciò che genera angoscia è ciò che il soggetto non riesce a padroneggiare o a simbolizzare pienamente: il reale appare come qualcosa di intollerabile e non conciliabile e la paura tende a concentrarsi su ciò che viene percepito come “altro”: lo straniero, il nemico, ciò che sta oltre un confine e che porta a pensare che ci sia una contrapposizione tra “noi” e “gli altri”. Gilardi utilizza il concetto di massa doppia di Canetti per descrivere una dinamica fondata sulla contrapposizione speculare tra due gruppi
- Il fronte e il limes - Il fronte separava due parti che, pur contrapponendosi, appartenevano a uno stesso sistema; il limes tende invece a produrre isolamento ed esclusione. Da qui deriva l'immagine della società come cittadella assediata mentre il pericolo non viene più percepito soltanto come qualcosa che sta fuori, ma come qualcosa che può essere “tra noi”. Da qui il riferimento alla “sindrome dell'infiltrato” e a un funzionamento di tipo paranoico.
- La necessità di un terzo - il superamento del bipolarismo richiede una mediazione terza come l'ONU e altre forme di mediazione.