08/06/2024

Ali in Libreria


08 giugno 2024

Libreria Libra via Santa Giulia 40
Sabato 8 giugno
Ore 9,30 – 12, 30
Donne Contro
 
Eva Cantarella, Contro Antigone, Einaudi 2024.
Christa Wolf, Medea, e/o 2019
 
Letti in parallelo, i due libri rivelano qualcosa di un modo del femminile di scriversi contro. Se Antigone è uccisa dalla legge di Creonte, Medea uccide, diciamo così, come effetto collaterale, un altro Creonte: il padre della promessa sposa di Giasone. Medea, costretta a vivere sul bordo, fuori dalle mura della città, ne combatte l’ordine, lo scardina con i suoi atti. Anche Polinice è bandito dalla città; ne è bandito il cadavere, che sarà preda degli animali e della corruzione della carne. Antigone è la sacerdotessa del genos, del legame di sangue, della fratria. Medea è piuttosto la sacerdotessa dell’eros. Come tale spazza via il genos, lo annulla privando un padre, Giasone, dei suoi figli. Poco importa che Medea ne sia la madre. Quello non conta. Nella Grecia di Pericle, nella breve stagione della democrazia ateniese, le madri assicurano attraverso il gamos, il legame coniugale, l’instaurarsi controllato, normato del genos, il legame di sangue e di parola che è questione tutta paterna, legame patrilineare che più patrilineare non si può. Abbiamo citato Sofocle (Antigone) e Euripide (Medea), manca Eschilo che si fa interprete della legge di Atene, della legge che istituisce l’Aeropago. Nel processo istituito da Atena per giudicare il crimine di Oreste, l’uccisione della madre, a sua volta colpevole dell’uccisione di Agamennone, padre di Oreste, è centrale la testimonianza di Apollo: uccidendo il padre, si uccide il principio generatore, il principio di ogni ordine. Meno grave è l’uccisione della madre, la custode del seme, l’incubatrice, la cui funzione, diversamente da quella paterna, è sostituibile. Questo è Eschilo e questo era il mondo dell’Atene di 2500 anni fa. Eva Cantarella e Christa Wolf rileggono, ognuna a suo modo e ognuna con la propria sensibilità e la propria competenza, le due figure di Antigone e di Medea. Da subito siamo condotti a porci la questione di cosa faccia permanenza e di cosa sia radicalmente cambiato rispetto all’Atene di Pericle. Quanto c’è di progresso nel mondo attuale rispetto a quello di allora? O, meglio, quale trasformazione del legame sociale accompagna l’indubbio progresso tecnico-scientifico che c’è stato?
 
A. Borgna (Professoressa Associata di Letteratura Latina presso l’Università di Vercelli), F. Gambini (Psichiatra e Psicoanalista ALI), R. Miletto (Psicoanalista ALI), V. Pazé (Professoressa Ordinaria di Filosofia Politica Presso l’Università di Torino), N. Rosso (Docente di Letteratura Greca e Introduzione alle Civiltà Letterarie Classiche presso l’Università del Piemonte Orientale) discutono i due testi tra loro e con il pubblico. 

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